Origine della biodiversità del Madagascar

Moltissime delle specie di flora e fauna del Madagascar non si trova in nessun altro luogo della Terra. In questo senso, questa isola è veramente unica, luogo prezioso da salvaguardare con cura. Dati recenti mostrano che tra le 11.000 e più piante presenti, più dell’80% sono endemiche del Madagascar. Stesso dicasi per le oltre 1.300 specie di vertebrati marini e terrestri, con punte che toccano il 90%. Da dove deriva tanta diversità?

All’inizio la Terra era formato da due parti distinte: un immenso super-oceano, detto Panthalassa, che ricopriva il 70% della superficie totale, ed un unico continente, detto Pangea, a cui rimaneva il restante 30%. Al Paleozoico, che va da 500 a 250 milioni di anni fa, risalgono i primi pesci, anfibi e rettili (in quest’ordine). Successivamente, durante il Mesozoico (che va 250 a 60 milioni di anni fa) arrivano i primi uccelli. E’ solo nel periodo successivo, noto come Cenozoico, che compaiono i mammiferi. Durante il Mesozoico, circa 200 milioni di anni fa, Pangea si è diviso in due parti, contrapponendo Laurasia (composto grosso modo da Europa, Asia e Nordamerica) e Gondwana (Sudamerica, Africa e Oceania). Quindi, il Madagascar faceva originariamente parte di Gondwana. La separazione dall’Africa è avvenuta circa 150 milioni di anni fa, rimanendo incollato all’India per altri 60 milioni di anni. Successivamente, si è separato anche dall’India (che poi è andata a sbattere letteralmente sull’Asia, creando la catena dell’Himalaya, ma questa è un’altra storia).

Ma come sono arrivati nell’isola i primi mammiferi terrestri visto che cronologicamente il loro arrivo è successivo? La filogenetica moderna sostiene che la maggior parte dei vertebrati attuali è arrivata dall’Africa in seguito per dispersione transoceanica fortuita, ad esempio, attraversando il Canale del Mozambico su zattere di vegetazione, per poi evolversi in modo del tutto indipendente. Da quasi 80 milioni di anni, quindi, il Madagascar si trova in totale isolamento flottando liberamente nell’Oceano Indiano, divenendo un vero e proprio laboratorio (non completamente isolato) a cielo aperto… I pochi pionieri che hanno potuto colonizzare l’isola (come gli antenati dei lemuri) hanno trovato un territorio immenso con nicchie ecologiche completamente vuote. La protezione delle montagne ha funzionato come culla per la nascita di nuove specie e da rifugio di protezione da potenziali estinzioni di massa. Ultimo, ma non ultimo, l’assenza dei grandi predatori dell’Africa continentale (come i grandi felini) ha permesso a singole linee evolutive di diversificarsi rapidamente in decine di specie diverse per occupare ogni spazio lasciato disponibile.

Tutto questo per dire che occorre assolutamente difendere questo patrimonio dell’umanità intera con tutte le forze possibili. Noi, con Andry Kely, stiamo provando a dare il nostro piccolo contributo… E tu?

Bibliografia
Antonelli et al., Madagascar’s Extraordinary Biodiversity: Evolution, Distribution, and Use. Science, 378 (2022).
Vences et al., Madagascar as a Model Region of Species Diversification. Trends in Ecology and Evolution, 24(8), 2009.